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(Fonti: documenti interni e Wikipedia)
Presentazione
La cultura Inca (1.200 - 1.500 d. C.) fu la civiltà più importante dell’America del Sud. L’organizzazione economica e la distribuzione della ricchezza, le sue manifestazioni artistiche e l’architettura lasciarono esterrefatti i primi cronisti.
Gli Incas adorarono la terra (Pachamana) e il sole (Inti). L’Inca, sovrano del Tahuantinsuyo si considerava sacro e figlio del sole, da qui la leggenda dell’origine degli incas che narra che il sole inviò i propri figli (Manco Cápac e Mama Ocllo o i quattro fratelli Ayar con le loro mogli) a fondare Cusco, città sacra e centro del Tahuantinsuyo.
Il potere raggiunto dagli inca è tangibile in tutta la regione andina, ma è nell’architettura di Cusco che raggiunge il suo splendore: il Koricancha o Tempio del Sole, le fortezze di Ollantaytambo e Sacsayhuamán e soprattutto Machu Picchu.
L’espansione degli Incas è da attribuirsi alla loro straordinaria capacità organizzativa. La popolazione aveva come nucleo centrale, familiare e territoriale, l’ayllu, e dovendo allontanarsi per motivi di lavoro non perdeva i vincoli con questi. L’Inca muoveva grandi masse come premio o castigo, consolidando così l’espansione e nutrendosi delle conoscenze delle culture che si erano sviluppate precedentemente.
Dati Generali
L' Impero Inca (Tawantinsuyu in lingua aymara e quechua moderne, o Tahuantinsuyo in antica lingua quechua) è stato il più vasto impero precolombiano del continente americano. La sua esistenza va dal XIII secolo fino al XVI secolo e la sua capitale fu Cusco, nell'attuale Perù.
È stato la culla della civiltà inca, uno dei maggiori popoli nativi americani. Unificò, conquistando o annettendo pacificamente, la maggior parte dei territori occidentali dell'America del Sud. Ad ogni popolo conquistato venivano imposti l'idioma e la religione dell'Impero. A loro volta, gli inca si arricchivano della cultura dei popoli annessi.

Etimologia
Il nome Impero Inca, dato dai colonizzatori, deriva dalla parola Inca (capo del Tawantinsuyu, imperatore). Nonostante ciò, la parola Inca è utilizzata universalmente per indicare il popolo o la cultura di quell'impero o è usata come aggettivo per fare riferimento a oggetti, tradizioni, credenze religiose di quel popolo.
Il termine quechua tawantin suyu è tradotto come "terra fra le quattro regioni" o "terra dei quattro angoli". L'impero comprendeva infatti quattro province (suyu) i cui angoli si incontravano a Cusco (nell'attuale Perù), la capitale dell'impero.

Lingua
La lingua ufficiale dell'impero era il quechua (o runa simi), parlato in tutto il Tawantinsuyu. Venivano parlate, come dialetti, anche le lingue originarie dei vari popoli annessi.

La nobiltà parlava, come lingua segreta, il puquina chiamato anche incasimi in quanto idioma originario dell'omonima etnia. Più tardi, a questa lingua, si attribuirono origini divine in quanto si credeva che la famiglia reale avesse discendenze divine.
Territorio
L'Impero era organizzato in quattro grandi province (suyu) che formavano insieme il Tawantinsuyu. Ogni suyu era governato da un suyuyuq, il quale faceva parte del Consiglio dell'Impero. I suyu erano divisi in due gruppi a seconda dell'altitudine: alto e basso.
Il gruppo Hanan (alto) era costituito da:

  • Chinchay suyu (provincia del nord) - lungo la costa dell'attuale Ecuador e della maggior parte della costa dell'attuale Perù,
  • Qullasuyu (la provincia del sud) - l'attuale Cile (ad esclusione della parte meridionale), ovest dell'attuale Argentina, nord-est dell'attuale Bolivia e una piccola parte sud-ovest dell'attuale Perù.

Il gruppo Urin (basso) era costituto da:

  • Antisuyu (provincia dell'est) - parte degli attuali stati di Ecuador, Bolivia e Perù, delimitata dalla foresta amazzonica
  • Quntisuyu (provincia dell'ovest) - piccola regione a sud-ovest dell'attuale Perù, tra le città di Arequipa, Moquegua e Tacna.

Ogni suyu, a sua volta, si suddivideva in huamani e questi in saya. Ogni saya includeva un numero determinato di ayllu.

Le date sono indicative e sono desunte dalla cronologia proposta da del Busto Duthurburu. Nella sua ricostruzione il punto di partenza è determinato dall'arrivo dei Chanca che è fissato nel 1438. Altri studiosi hanno ricostruito l'epoca di espansione Inca con diversi riferimenti storici. Tra di loro si segnalano Rowe e Means che hanno indicato la data di invasione dei Chanca nel 1400, con conseguente anticipazione di quelle successive e ampliamento dei regni di Tupac Yupanqui e di Huayna Capac. Alla loro cronologia si rifà in parte anche la storica contemporanea Maria Rowstorowski.

L'impero incaico comprendeva, al momento della massima espansione (verso il 1532), una parte significativa degli attuali stati sudamericani di Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina. Si parla di un territorio di oltre 2 milioni Km², lungo quasi 9.000 Km. lungo la costa. Questa estensione era attribuita agli Inca Pachacútec e Túpac Yupanqui.
I confini dell'impero, attorno a questa epoca, erano:

  • Nord: rio Ancasmayo, a nord dell'attuale città di Pasto (Colombia).
  • Nord-est: foresta amazzonica tra gli attuali Perù e Bolivia (i confini erano diventati poco delineati causa sporadici spostamenti verso la foresta).
  • Sud-est: le Ande costituirono un confine naturale. Anti, come era chiamata la catena in quechua, veniva occasionalmente superato: sembra infatti che il Chaco (o Chakku che in quechua significa territorio di caccia), regione pianeggiante a est delle Ande, fosse oggetto di incursioni occasionali, nonostante sembra non possedessero nessun controllo effettivo.
  • Sud: esistono prove che l'Impero si estendesse fino al rio Biobío (attuale regione VIII del Cile). Probabilmente il freddo rigido dell'inverno australe, ha fatto sì che gli Inca lasciassero le terre oltre questo fiume agli aruanachi, originari di queste zone. Questi furono comunque limitati in questa regione da quando l'Impero conquistò la loro posizione originale, nei pressi dell'attuale città di Santiago del Cile.
  • Ovest: l'Oceano Pacifico. Gli Inca non sono stati particolarmente famosi per la loro forza navale, comunque sono state trovate evidenze di relazioni commerciali con i popoli polinesiani.

ORGANIZZAZIONE
La forma di governo era una monarchia teocratica. La formazione dell'Impero era basata sul criterio di territorialità. L'obiettivo era, in breve, quello di unificare le quattro grandi parti del mondo conosciuto con Cusco, la capitale (chiamata ombelico del mondo).
L'imperatore Inca
L'appellativo Qhapaq Inca era dato all'imperatore del Tawantinsuyu. A questi, a cui veniva attribuita un'origine divina, veniva infatti associato anche il titolo di Sapa (unico) e di Apu (divino). Altri titoli di cui si fregiavano gli imperatori erano Intip Churin, il figlio di Inti (il dio Sole) e Huaccha Coyac, l'amorevole con i poveri.
Capaccuna
La capaccuna (deriva da inka qhapaqkuna, i poderosi tra gli uomini) era la lista ufficiale dei Qhapaq Inca e contava 12 nomi raggruppati in due dinastie: Urin Qusqu (Basso Cusco) e Hanan Qusqu (Alto Cusco). Secondo alcune teorie, il numero totale era maggiore, ma alcuni furono eliminati da questa lista ufficiale per vari motivi.
Tra gli imperatori Inca è annoverato alcune volte Atahualpa, figlio minore di Huayna Cápac. Egli governò de facto l'Impero tra il 1532 e 1533, ma non viene citato nella capaccuna poiché non indossò mai la mascaipacha (corona imperiale); pertanto, risulta improprio considerarlo un imperatore.


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Attualizzazione: 29 di Luglio del 2010
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