UN ANIMALE sacro, un dono che il dio Inti, signore del Sole che scioglieva le nevi fertilizzando la terra, fece agli uomini delle Ande perché si difendessero dal freddo vestendone manto. II popolo inca, che pure conosceva la notevole morbidezza del-la lana del lama e dell'alpaca, veneraya la vigogna, il piccolo abitante della puna, la desolata steppa d'alta quota del Sudamerica, spazzata dai venti e ricoperta da una vegetazione rada di bassi cespugli. Soltanto la famiglia reale, gli alti dignitari e le giovani vergini scelte come ancelle del sovrano potevano indossare la preziosa lana di vigogna, e le vesti del re, una volta smesse, venivano conservate in depositi, come accadeva per i beni preziosi.UN ANIMALE sacro, un dono che il dio Inti, signore del Sole che scioglieva le nevi fertilizzando la terra, fece agli uomini delle Ande perché si difendessero dal freddo vestendone manto. II popolo inca, che pure conosceva la notevole morbidezza del-la lana del lama e dell'alpaca, veneraya la vigogna, il piccolo abitante della puna, la desolata steppa d'alta quota del Sudamerica, spazzata dai venti e ricoperta da una vegetazione rada di bassi cespugli. Soltanto la famiglia reale, gli alti dignitari e le giovani vergini scelte come ancelle del sovrano potevano indossare la preziosa lana di vigogna, e le vesti del re, una volta smesse, venivano conservate in depositi, come accadeva per i beni preziosi.
Fortune alterne. La vigogna, agile come una gazzella e resistente come un cammello, era cacciata ogni quattro anni nel corso di una vera e propria cerimonia, il chaco, in cui migliaia di uomini formavano una catena intorno all'area scelta per la cattura. I1 cerchio lentamente si stringeva fino a chiudersi su un altopiano, con gli animali costretti in un recinto per la tosa. II re inca assisteva al gran finale della caccia: i cuccioli e le femmine erano tosati e rilasciati, mentre i maschi anziani e i capi ammalati venivano uccisi per la loro carne. Una caccia regolamentata, quasi da "predatore naturale", che non mise mai in pericolo la sopravvivenza delle vigogne, minata invece dalle stragi operate piú tardi dai conquistadores, attirati dal miraggio della ricchezza: dai milioni di esemplari dell'impero inca si passó rapidamente a poche migliaia e giá nel 1553 Pedro Cleza de León, un cronista spagnolo, notava una fortissima riduzione della vicuña in tutto il territorio andino.

Nel 1777 una Reál Cédula, un decreto reale, vietó agli indios di uccidere l'animale permettendone sol-tanto la tosatura alla presenza di un giudice nominato dall'amministrazione coloniale. Perfino Simón Bolívar, governatore del Perú, nel 1825 emise due decreti che vietavano la caccia alla vigogna, decimata dai bracconieri: il dramma dell'estinzione venne sfiorato peró solo nei "progrediti e civili" anni Sessanta, guando in Perú non rimasero in vita che 5.000 esemplari del piccolo "cammello delle Ande". Nel 1969 l'Iucn decise di iscriverlo nella lista delle specie a rischio e nel 1976 a Washington la Cites, la convenzione internazionale dell'Onu che regola il commercio di animali e piante in pericolo, decretó la fine di ogni forma di sfruttamento per la vigogna, inserendola nell'Appendice I che auspica per una specie il massimo grado di protezione.

Iniziava cosi il lungo percorso verso la salvezza. Nel 1966 venne istituita nel Perú centro-meridionale la riserva di Pampa Galeras: 6.500 ettari destinati al ripopolamento che diventarono 500 mila nel 1979. Nel 1969 fu inoltre firmato un accordo tra Bolivia e Perú per la conservazione della specie, a cui hanno aderito anche Cile e Argentina. In pochi anni il numero di animali é aumentato fino a raggiungere in Perú gli attuali 98 mila capi, tanto da indurre la Cites, nel 1987, a retrocedere la vigogna nell'Appendice II, che include le specie a rischio di estinzione se il commercio non é controllato.

Da specie in pericolo a risorsa. Oggi la vigogna é allevata in enormi ranch nella puna: qui gli animali vengono catturati ogni due anni perla tosatura e quindi rilasciati. La vigogna é preziosa per lo straordinario vello, corto e foltissimo, con un ciuffo di lunghi peli bianchi che si allunga sul petto. L'animale, infatti, sviluppa due diversi strati di pelo: uno interno, la lanugine, ad attivitá termoregolatrice, e l'altro esterno, di protezione dagli agenti atmosferici, con fibre piú lunghe e setose. La fibra di vigogna ha un diametro di 12 micron ed é piú sottile del cashmere, che arriva a 15. L'animale adulto produce circa 250 grammi di pelo ogni due anni contro, per esempio, gli 8 chilogrammi della pecora e i 500 grammi della capra del Cashmere: per ottenere un cappotto di vigogna é necessario utilizzare il vello di 25-30 animali adulti.
Oggi lo Stato peruviano promuove lo sviluppo e la protezione di questo mammifero delegando alla Sociedad nacional de Criadores de vicuña il programma di conservazione e allevamento e garantendo alle comunitá di campesinos il diritto a partecipare ai proventi che derivano da un utilizzo razionale della specie. Una vittoria dell'economia, e la riprova che un uso intelligente delle risorse giova a uomini e animali.
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