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SALVIAMO IL PIANETA
Ma che caldo fa? Non sarà più soltanto la tipica frase di stagione, ottima per sciogliere il ghiaccio (è il caso di dirlo...) in ascensore. La domanda è ormai entrata d'ufficio nei congressi scientifici e nei dibattiti pubblici di tutto il mondo. Un altro aspetto, forse tra i più preoccupanti , delle globalizzazione. Il recente Rapporto intergovernativo sui cambiamenti climatici presentato alla conferenza di Bruxelles del Gruppo intergovernativo di esperti sull'evoluzione del clima (Giec) è una delle voci più autorevoli in materia.
Lo scenario che presenta è decisamente poco allegro : all'attuale ritmo di produzione di gas serra, la temperatura della superficie terrestre crescerà di oltre 6 gradi nei prossimi cento anni. Questo vuol dire eventi catastrofici di tutti i tipi: inondazioni e siccità , chilometri di costa ingoiati dal mare che si alza per lo scioglimento della calotta polare, fenomeni tropicali (uragani ecc.) anche nelle zone temperate come il Mediterraneo. E ancora, estinzione di numerose specie animali e vegetali, diffusione di infezioni , enormi problemi di approvvigionamento idirico. Se ora le guerre si fanno per accaparrarsi il petrolio, a breve scoppieranno per la conquista dell'acqua . E i primi effetti di tutto questo si sentiranno già tra 20 anni soprattutto in Asia e in Africa.
Che il problema stia diventando urgente lo si capisce anche da un altro indizio : la classe politica, italiana e mondiale, comincia ad occuparsene e a produrre leggi a riguardo. Negli ultimi tempi anche in Italia sono diversi i provvedimenti che mirano alla riduzione dell'inquinamento . Innanzitutto incentivando i consumi energetici alternativi. Meglio tardi che mai. (A.D.M.).
Global warming, gli scenari e i rimedi
Il rialzo delle temperature avrà effetti disastrosi in tutto il pianeta. Se non ci fermiamo in tempo Ma che caldo fa? Non sarà più soltanto la tipica frase di stagione, ottima per sciogliere il ghiaccio (è il caso di dirlo...) in ascensore. La domanda è ormai entrata d'ufficio nei congressi scientifici e nei dibattiti pubblici di tutto il mondo.
Un altro aspetto, forse tra i più preoccupanti , delle globalizzazione. Il recente Rapporto intergovernativo sui cambiamenti climatici presentato alla conferenza di Bruxelles del Gruppo intergovernativo di esperti sull'evoluzione del clima (Giec) è una delle voci più autorevoli in materia.
Lo scenario che presenta è decisamente poco allegro : all'attuale ritmo di produzione di gas serra, la temperatura della superficie terrestre crescerà di oltre 6 gradi nei prossimi cento anni. Questo vuol dire eventi catastrofici di tutti i tipi: inondazioni e siccità , chilometri di costa ingoiati dal mare che si alza per lo scioglimento della calotta polare, fenomeni tropicali (uragani ecc.) anche nelle zone temperate come il Mediterraneo. E ancora, estinzione di numerose specie animali e vegetali, diffusione di infezioni , enormi problemi di approvvigionamento idirico. Se ora le guerre si fanno per accaparrarsi il petrolio, a breve scoppieranno per la conquista dell'acqua . E i primi effetti di tutto questo si sentiranno già tra 20 anni soprattutto in Asia e in Africa.
Che il problema stia diventando urgente lo si capisce anche da un altro indizio : la classe politica, italiana e mondiale, comincia ad occuparsene e a produrre leggi a riguardo. Negli ultimi tempi anche in Italia sono diversi i provvedimenti che mirano alla riduzione dell'inquinamento . Innanzitutto incentivando i consumi energetici alternativi. Meglio tardi che mai. (A.D.M.).
Il pianeta che scotta
Uno scenario apocalittico. E' quello che emerge dal Rapporto Onu sul global warming. Da fermare subito Siccità, inondazioni, diffusioni delle malattie tropicali, estinzioni di massa di piante e animali .
Le anticipazioni sulla seconda parte del rapporto sullo stato del clima redatto dall’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) il gruppo di 2.500 scienziati che studia l’argomento su incarico dell’Onu – mettono i brividi. Rispetto al precedente rapporto, datato 2001, la situazione per il pianeta è drasticamente cambiata. In peggio. “I cambiamenti climatici – è scritto nel lavoro dell’Ipcc – stanno interessando i sistemi biologici di ogni continente”. Appena cinque anni fa si discuteva di quali sarebbero stati gli effetti del surriscaldamento globale, oggi i segnali del cambiamento sono già evidenti. “Le conseguenze del riscaldamento sono già in atto e stanno subendo un’accelerazione rispetto a quanto ci aspettavamo”, afferma Patricia Romero Lankao, del National Center for Atmospheric Research.
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